Cambiano i tempi: la nuova bellezza non è bianca e non ha capelli biondi

Ai molti può sembrare una stupidaggine questa nostra segnalazione sulla scelta di People (rivista americana) di designare, come la donna più bella del pianeta, l’attrice Lupita Nyonng’O (protagonista nel film 12 anni da schiavo). Tuttavia riteniamo che anche questo sia un simbolo non poco importante di integrazione. Infatti fino a pochi anni la donna perfetta aveva la pelle chiara, era magra ed aveva lunghi capelli biondi.

Da qualche anno, grazie anche al mondo del cinema e della musica, si è cominciato a cambiare idea, ad introdurre nuovi modelli di bellezza ed affrontare tematiche fastidiose come quelle del razzismo e della schiavitù. Basti pensare allo “scalpore” suscitato da Walt Disney nell’introdurre un’eroina di colore nel 2009 nel film La principessa e il ranocchio e alla non scelta di fare lo stesso per il protagonista maschile. Oppure alle polemiche nate a seguito della campagna di L’Oréal di “sbiancare il volto” della cantante Beyoncè. Per non menzionare poi i numerosi film sulla discriminazione razziale usciti nel 2013 come Django, Un maggiordomo alla Casa Bianca e 12 anni da schiavo.

Anche il mondo della moda ha cominciato il suo giro di svolta introducendo ragazze provenienti da ogni angolo del pianeta nelle sfilate e nelle campagne pubblicitarie. Quando ero piccola leggevo delle discriminazioni di stipendio e di trattamento che vi erano tra un’indossatrice bianca e una di colore, e la lotta che conduceva allora la Top model Naomi Campbell. Voglio credere che da allora (anni 90), molto sia cambiato e molto si sta positivamente evolvendo. Ovviamente sono solo piccoli eventi ma sono sintomo di una società sempre più integrata e cosmopolita.

(M.Miele)

 

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